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Sono nato il 19 Febbraio 1977.
Era Sabato.

Le opere di Gianmario Sannicola sono il perfetto specchio della sua personalità e del suo percorso. Classe 1977, da sempre appassionato di arte e pittura, si avvicina al mondo del writing durante l’adolescenza; questa esperienza lo porterà anche a diventare uno degli organizzatori di Icone, festival seminale di arte urbana a Modena, a tutt’oggi tra i più importanti a livello internazionale.

 

Gli anni ’80 e ’90 sono gli anni che permeano i suoi dipinti di matrice pop: ricchissimi di citazioni che si mescolano in quello che potrebbe sembrare un magnetico hellzapoppin dove le icone di 5 decadi si fondono armonicamente con logotipi di brand, scritte realizzate con marker, stencil, schizzi di colore, segni istintivi e naif, creando un raffinato gioco grafico che riporta intuitivamente alla memoria grandi maestri come Wharol e Schifano.

 

Nelle sue opere e allestimenti predomina l’esaltazione del colore, ovvero l’impatto che hanno i colori e i tratti marcati sul bianco delle tele e sulla figura umana.
Volti umani che spesso vengono privati della maggior parte dei loro connotati distintivi per arrivare ad una elementare elaborazione dei tratti più caratterizzanti: tra nascondere ed enfatizzare. L’esaltare.

 

“Vorrebbe abitare un colore”.
Perché nella sua percezione del mondo il colore è attrazione, carnalità, desiderio, sfogo: le tinte forti e accese diventano così grida in un vuoto bianco per arrivare al punto più chiaro in un campo visivo e sensoriale.